In Italia ci troviamo a fare i conti con stipendi tra i più bassi d’Europa, una pressione fiscale elevatissima, pensioni sempre più povere e un’età pensionabile che continua ad allontanarsi. La sanità pubblica è al collasso, con visite urgenti fissate a mesi – se non anni – di distanza, i trasporti pubblici in stato di abbandono e il costo della vita che cresce a dismisura, alimentando una povertà sempre più diffusa.
Eppure, nonostante queste emergenze sociali, le priorità sembrano essere altre: come partecipare al Pride a Budapest con manifestazioni che, a parere di molti, assumono toni grotteschi e fuori luogo.
Pur nel rispetto della libertà personale, delle scelte individuali e dell’orientamento sessuale di ciascuno, si sollevano critiche sul modo in cui certi eventi vengono rappresentati: manifestazioni giudicate da alcuni come eccessive, volgari e poco rispettose della sensibilità comune.
“Non ho nulla contro le persone omosessuali o contro chi sceglie di cambiare genere – si legge in diversi commenti sui social – ma trovo degradanti certe sfilate. Ci sarebbe bisogno di sobrietà, dignità e attenzione ai veri problemi del Paese”.
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