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“Ali di Vibonesità”: quando la memoria diventa futuro

di  Michele Petullà –

Al Valentianum, gli ex sindaci raccontano ai giovani la Vibo che fu, per immaginare quella che sarà

Vibo Valentia – Ci saranno soprattutto loro: gli ex sindaci, testimoni diretti di una città che cambia, e i giovani, eredi di una realtà che chiede di essere compresa e non solo ricevuta. È in questo incrocio tra passato e futuro che si svolgerà domani, giovedì 29 maggio, al Valentianum, l’evento organizzato da “Ali di Vibonesità” – con il patrocinio del Comune di Vibo Valentia ed in collaborazione di Salvatore Franzè, titolare dell’omonima gioielleria –, per riaccendere la fiaccola della memoria storica in una comunità che cerca radici forti per affrontare il domani.

La manifestazione si aprirà con i saluti dell’attuale sindaco della città, Enzo Romeo, cui seguiranno i saluti della prof.ssa Eleonora Cannatelli, presidente del Rotary Club Ipponion, e di Lorenzo Muratore, Delegato giovanile di “Ali di Vibonesità”.

A fare da guida nel viaggio della memoria, sarà mons. Filippo Ramondino ­– scrittore, studioso, uomo di Chiesa –, che offrirà una narrazione sul senso della storia e sugli insegnamenti che essa ci offre per costruire meglio il nostro presente ed il nostro futuro. Nel ricordo di personaggi illustri della città, ci sarà poi un intervento, a mia cura, su Carlo Diano, pensatore vibonese, ponte ideale tra le radici greche della città e la sua vocazione filosofica più alta.

Il cuore dell’iniziativa sarà l’incontro con gli ex sindaci della città, intervistati dal moderatore dell’evento, il giornalista Salvatore Berlingieri, profondo conoscitore della storia cittadina. Le loro parole saranno non semplici ricordi ma testimonianze, non un amarcord ma un esercizio di responsabilità collettiva.

Ad accompagnare il dialogo ci sarà anche l’arte, con le opere del pittore Antonio Fortebraccio e  la rassegna fotografica curata da Piero Monterosso e Nazzareno Congestrì. L’intrattenimento musicale sarà firmato dal maestro Pino Puzzello.

 “Ali di Vibonesità”, attraverso questo evento, vuole lanciare un messaggio chiaro: ricordare non è un esercizio nostalgico, ma un atto politico e culturale. Il passato è materia viva se sa illuminare il presente e orientare il futuro. Vibo Valentia, con la sua storia millenaria e le sue peculiarità uniche, merita di essere raccontata, amata, vissuta e – soprattutto – costruita ogni giorno da cittadini consapevoli e appassionati.

 

Michele Petullà

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