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E’ Pasqua se riusciamo a rompere i sigilli dei nostri sepolcri imbiancati, pieni di egoismo, di indifferenza e del delirio di onnipotenza

Carissime, carissimi, la sera del Venerdì sul monte Calvario si è consumato il più grande dramma della storia. “La storia della Passione di Cristo è per me la più grande che sia mai accaduta. Ed   i testi che la  raccontano, i Vangeli, sono i più sublimi che siano mai  stati scritti”. (Pier Paolo  Pasolini)

All’alba del giorno dopo il sabato, da quassù ,dal Calvario, con  la magia della luna piena, si vedono le bianche case di Gerusalemme. La città  tarda a  svegliarsi, perché lunghi e solenni sono stati i  festeggiamenti della Pasqua.

Ora si intravede  una fioca  luce dentro  una casa. Vegliano le donne, le  donne che abbiamo viste, dolenti, a piedi della Croce: preparano, secondo il rituale funebre, gli oli ed i profumi aromatici da portare al corpo di  Gesù e rendergli quell’onore che non avevano potuto riservare la sera della Parasceve.

Quando è ancora buio aprono furtivamente la porta, prendono il viottolo che porta al Calvario e, lungo il cammino, si domandano: chi ci rotolerà la  pietra del sepolcro? Ma, la grande pietra, qualche ora prima, era stata già rotolata. Gesù era venuto fuori nella sua piena Gloria. Le guardie di turno, ebraiche e  romane, custodi della  tomba, secondo le  disposizioni  di Ponzio Pilato e del Sinedrio, spaventate, di gran corsa, erano scese in città per riferire l’accaduto  ai Capi.

E così le donne che salivano per onorare un morto si imbattono  nel Vivente. “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui,  è  risorto”.

Le donne, visto il sepolcro vuoto ed  accolto, impaurite, il messaggio  “dei due  uomini in abito sfolgorante”, corrono giù per riferire agli Apostoli.

Pietro e Giovanni, per primi, si precipitano sul luogo del Sepolcro e “vedono i teli  posati là ed il sudario – che  era stato sul suo capo- non posato  con i teli, ma avvolto in un luogo a  parte” (Giovanni 20,6-7).

E’ allora che, nei pensieri di Pietro e Giovanni, ritornano le parole di Gesù: “il terzo giorno risorgerò”.

Presa coscienza dell’Evento gli Apostoli tutti andranno  sulle strade del mondo e “si lasceranno sgozzare dagli avversari, piuttosto che rinunciare alla   Verità che, cioè, Cristo è morto ed è risorto e  vive nelle storie dell’umanità”. (Blaise  Pascal).

 E sarà così per migliaia e  migliaia di uomini e donne lungo  lo scorrere dei secoli.

 Anche per noi, oggi, è Pasqua: se  abbiamo il coraggio di rompere i sigilli dei nostri sepolcri imbiancati e pieni di egoismo, di indifferenza e di un certo delirio di onnipotenza; se abbiamo il coraggio di illuminare la vita dei disperati con un sorriso, con uno sguardo benevolo, con un dire coraggio fratello che soffri  i morsi della  solitudine, che bevi il calice dell’abbandono, che senti la  spada del tradimento che ti trafigge  l’anima, coraggio io sono qui, accanto a te.

È  Pasqua, oggi, anche  se le guerre ammorbano  il  mondo con la loro puzza di morte!

È  vera Pasqua nel mondo se non accadrà  mai più a nessun Mahmout  Ajjour, bambino di nove anni che, a Gaza, una bomba, nel tranciare tutte e due le braccia, ha  urlato, elevando al  cielo i due  moncherini:<< Mamma, ora, come ti potrò abbracciare?>>

E’ vera Pasqua se a nessuna Sila  mancherà quel minimo che è mancato a  Sila. Sila, nata  in una tendopoli  di Khan Younis, nel sud della Striscia di  Gaza, a tre  settimane di vita, il 25 dicembre 2024, muore di “freddo e gelo” perché per lei  non c’è stata una calda coperta, non  c’è stato un bue a riscaldare la tenda, non c’è stato un litro  di latte.

E sarà  vera Pasqua se mai più  correrà nei cieli del mondo  il grido  disperato di bimbe è bimbi ucraini, rubati alle loro madri e  regalati alle madre russe dai grembi sterili: “mamma non mi lasciare, mamma non mi  abbandonare”.

Buona Pasqua 2025   e che possiamo,  nel nostro piccolo, abbattere muri e costruire ponti, creare spazi aperti, danzare la vita, sentirci fratelli tutti!

Mons. Giuseppe Fiorillo
Vicario per il clero della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea
Assistente spirituale dell’ Associazione Culturale Rachele  Nardo-LLFF”
Mons. Giuseppe Fiorillo

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