“Da alcuni anni a questa parte si riscontra un ruolo crescente dell’agricoltura sociale come fattore di trasformazione del territorio in una prospettiva che consolida il contributo degli operatori rurali come agenti di cambiamento per un maggior benessere economico e sociale delle comunità”. Con queste parole Leonardo Bolis, presidente di Confai Bergamo e Confai Lombardia, aderenti a CAI Agromec, ha commentato il quadro fornito recentemente dal dipartimento “Politiche e Bioeconomia” del CREA circa le tendenze dell’imprenditoria sociale in agricoltura.
Secondo la legge regionale della Lombardia n.35 del 2017 si denomina ‘agricoltura sociale’ un insieme di attività condotte con modalità ecosostenibili e con responsabilità etica da parte di imprenditori agricoli, associazioni, enti di promozione sociale e fondazioni, con il fine di favorire percorsi riabilitativi, l’inserimento lavorativo delle fasce svantaggiate e varie forme di coesione sociale in ambito locale.
Nel corso degli anni, si stima che in provincia di Bergamo il numero di attività legate a vario titolo all’agricoltura sociale abbia superato le cento unità aziendali, condotte in forma singola, associata o cooperativa – sottolinea il segretario provinciale di Confai Bergamo, Enzo Cattaneo -. In questo contesto si registra una prevalenza di attività inquadrabili nel campo dei servizi educativi, co-terapeutici e ambientali. Nel contempo, si rileva un impegno importante in aree montane nella promozione di nuovi modelli di sviluppo che puntano a valorizzare terreni considerati marginali”.
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