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Qual è la durata ideale di un discorso?

Soprattutto al giorno d’oggi, dove il tempo si scandisce nell’ordine dei secondi per decretarne la preziosità e dove le varie operazioni possono essere svolte, grazie alla tecnologia, in tempi brevissimi, comunicare concetti ed esplicare idee o iniziative in ambito lavorativo soprattutto, ma anche universitario, in maniera concisa e ottimizzata è fondamentale. Per questo motivo è necessario sviluppare discorsi tenendo conto di una durata ideale alla quale potersi attenere in contesti più pratici per mantenere alta la soglia di attenzione di un pubblico medio ad oggi sempre più distratto. 

Dal momento che la durata di un discorso può variare in base a fattori come il contesto, il pubblico e l’argomento trattato, non esiste un valore di riferimento in senso assoluto, anche se a prescindere dal tempo necessario per un intervento può essere sempre utile avvalersi del supporto di uno schermo in cui far scorrere delle slide. Fortunatamente oggi chiunque può usare questo strumento in maniera efficace grazie alla formazione offerta da alcuni professionisti e in questo senso il training di Maurizio La Cava, figura molto nota nel settore, rappresenta una soluzione da prendere in considerazione    

Nelle prossime righe, però, vogliamo presentarvi un approfondimento dedicato alla cura del tempo quando si espone un discorso, tenendo conto di quanto possa essere troppo o troppo poco e di come catturare l’interesse del pubblico trovando la durata ideale senza stancare le persone coinvolte o annoiarle. Sono, certamente, diverse le teorie espresse in merito e, attualmente, possiamo cominciare con l’affermare che ogni circostanza sia pressoché diversa dalle altre. 

Perché trovare la durata ideale per un discorso?

Questa sarà, sicuramente, la prima domanda che vi sarà sovvenuta spontanea dopo aver aperto quest’articolo. Si può legittimamente essere portati a pensare che, nel momento in cui delle persone presenziano durante un’esposizione concettuale è perché, queste, sono effettivamente interessate a ciò che avete da dire. Il che è, nella stragrande maggioranza dei casi, anche vero, se non fosse che viviamo in un mondo in cui l’informazione è fulminea e, per questo, lo è anche l’abbassamento della soglia dell’attenzione dei propri interlocutori. 

Quest’ultimo, poi, non è neanche un problema nuovo, trattandosi di qualcosa con cui si lotta sin dalla notte dei tempi o, meglio, sin dallo sviluppo del linguaggio. Ovviamente, esistono modi diversi per poter superare quest’ostacolo che, talvolta, non riguardano necessariamente il taglio dei concetti o una spiegazione approssimativa degli stessi, quanto piuttosto un metodo per poter respirare e far respirare i partecipanti al comizio. 

Come trovare la durata ideale di un discorso 

In linea generale, i partecipanti ad un discorso, sia che si tratti di una riunione lavorativa, di un esame o di una lezione universitaria, tendono a distaccarsi completamente dalla presentazione dopo circa dieci minuti. Si tratta di una circostanza più che plausibile, soprattutto quando non si trattano argomenti proprio scorrevoli. Ovviamente, quando si è in presenza di una dinamica di questo tipo bisogna non perdersi d’animo, anche perché è possibile recuperare terreno abbastanza facilmente, raccontando aneddoti creativi o creando eventi emotivi. 

Ritornando al discorso “durata ideale”, dunque, consigliamo di trovare un equilibrio tra i concetti di esporre e gli interventi utili a ristabilire l’attenzione dei partecipanti. Dividendo il discorso in moduli dalla durata di 10 minuti l’uno, sarà possibile focalizzarsi sui concetti chiave, in primis e, successivamente, sui vari dettagli, dando l’opportunità agli interlocutori di passare da un blocco all’altro agevolmente, puntando anche sul carisma e sull’emozione e, in generale, creando degli stimoli. Nei discorsi più lunghi, poi, sarà importante dare delle pause, utili ad assimilare i concetti e, quando possibile, istituire dei momenti dialogici tra voi e il pubblico. 

Redazione Online

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