Roma Capitale ha richiesto alla proprietà dell’immobile che ospita l’ex Cinema Palazzo di manifestare interesse a cedere lo stabile, sulla base del valore economico determinato dall’Amministrazione capitolina dopo sopralluoghi e attività tecnico-estimative effettuate dal Dipartimento Patrimonio, così come previsto dalla memoria approvata dalla Giunta Capitolina.
“Vogliamo che il quartiere di San Lorenzo mantenga uno dei presidi culturali più importanti di questi anni. I cittadini ci chiedono di non perdere uno spazio dedicato alla cultura e alla collettività. Per questo abbiamo attivato, nei mesi scorsi, un tavolo tecnico che ha come obiettivo proprio la tutela delle vocazioni culturali dell’edificio in un confronto costante con la cittadinanza, e proseguiremo in questa direzione”, dichiara la sindaca Virginia Raggi.
La determinazione del valore economico dell’immobile è un ulteriore passo verso l’acquisizione, propedeutica al restauro dell’edificio e alla costruzione di un percorso di partecipazione che definisca le caratteristiche che dovranno essere garantite nella gestione e nell’uso del bene, al fine di assicurare il mantenimento della sua vocazione culturale.
“Con la richiesta alla proprietà di manifestare interesse a cedere lo stabile compiamo un passo concreto verso l’acquisizione dell’ex Cinema Palazzo, dando attuazione alla relativa memoria di giunta. Il Dipartimento Patrimonio sta portando avanti quelle attività fondamentali per valutare l’acquisto dell’immobile che, edificato a fine anni ’20, nasce come luogo destinato alla produzione e alla fruizione collettiva di arte e cultura. Sul suo palco hanno recitato personaggi come Totò e Petrolini, attori che hanno contribuito a trasformarlo in uno spazio urbano dalla forte valenza nella memoria collettiva della capitale. La volontà di questa Amministrazione è appunto quella di salvaguardare questa vocazione culturale dell’ex Cinema”, sottolinea l’assessora al Patrimonio e alle Politiche abitative Valentina Vivarelli.
“L’ex cinema ha una forte valenza nella memoria collettiva del quartiere, e nel tempo ha assunto una risonanza di livello nazionale. In questo quadrante della città le norme derogatorie del Piano casa regionale hanno permesso trasformazioni che hanno modificato le previsioni del Piano Regolatore e alterato la natura dei tessuti urbani, vanificato l’equilibrio dei mix funzionali e compromesso la complessità necessaria allo sviluppo di un’area centrale e densamente abitata. Per questo l’obiettivo dell’amministrazione è di tutelare la vocazione culturale dell’immobile nell’interesse generale di tutti i cittadini”, sottolinea l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori.
Al raggiungimento dell’accordo con la proprietà, le fasi successive saranno: la proposta di deliberazione della dichiarazione dell’interesse pubblico connessa al provvedimento di acquisto dell’immobile da sottoporre all’Assemblea Capitolina e, successivamente, un percorso di partecipazione che porti alla definizione di un bando per la selezione di una proposta progettuale e di gestione del bene finalizzata allo svolgimento di attività culturali aperte al territorio.
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