Un fenomeno suggestivo. Agli inizi dello scorso mese la neve e il cielo ha assunto una tonalità arancione per la presenza della sabbia sahariana anche sulle Alpi e al confine tra Svizzera e Francia. Nella regione alpina del massiccio della Giura, Pierre Barbey, esperto del laboratorio ACRO (organizzazione per il controllo dei livelli di radioattività), ha prelevato un campione di sabbia. I risultati dei testi hanno portato alla scoperta di tracce di Cesio-137.
“Il risultato dell’analisi è chiaro, il cesio-137 è presente nella sabbia sahariana. Si tratta di un elemento artificiale, non presente naturalmente nella sabbia ed un prodotto della fissione nucleare generato in seguito ad un’esplosione nucleare” ha dichiarato l’ACRO.
La sabbia del deserto ha riversato le tracce di cesio-137 in tutta Europa, non solo tra Svizzera e Francia. “Ricordo che oltre trentanni fa, avevamo scoperto tracce di Cesio-137 nella sabbia sahariana ed ora, trentanni dopo, la situazione non è cambiata” dichiara lo scienziato. La presenza della sostanza radioattiva non rappresenta un pericolo rilevante per la salute dell’uomo, anche se ci conferma, ancora una volta, gli effetti dei test nucleare realizzati dalla Francia in Algeria.
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