Quando si ha la necessità di compattare il terreno e di operare in punti ristrettì e difficilmente raggiungibili con i mezzi tradizionali, la soluzione ideale per compiere un buon lavoro è il ricorso all’uso di una tra le tante piastre vibranti disponibili sul mercato.
Ma di cosa si tratta e come funzionano questi strumenti? Comunemente conosciute – tra gli altri – anche come “compattatori vibranti”, “piastre compattatrici”, “ballerine per asfalto”, le piastre vibranti sono indispensabili nel campo dell’edilizia sia stradale sia civile.
Prima di ogni cosa, è bene specificare che le piastre vibranti non sono di certo tutte uguali: la prima sostanziale caratteristica da valutare tra le diverse tipologie è certamente quella del peso. Il motivo è semplice: il peso, unitamente alla vibrazione, oltre alla spinta, determina anche la cosiddetta “forza di compattazione” che è tanto maggiore, quanto maggiore sono i chilogrammi dello strumento e la sua vibrazione.
Premesso che le piastre vibranti sono utilizzateper la compattazione di diversi terreni, (dall’asfalto alla ghiaia, dalla terra alla sabbia) ed hanno un’eccezionale capacità di riuscita e di raggiungimento degli obiettivi, è importante anche capire quale sia il loro funzionamento e come possono essere azionate.
Certamente si tratta di un mezzo molto sempliceda usare ma sarà determinante conoscere tutte le regole perché la compattazione avvenga in modo corretto e sia il più possibile precisa.
Le piastre vibranti sono dotate di apposite ruote di sostegno che consentono di spostare lo strumento in modo facile e rapido, in modo tale da posizionarlo perfettamente proprio in corrispondenza del punto del terreno dal quale procedere alla compattazione.
Individuato con precisione il punto da cui partire, basterà fare il “pieno” di carburante, avendo cura di versare il liquido nel serbatoio, facendo in modo che non raggiunga mai il limite massimo del bordo dello stesso.
Fatto il rifornimento e dopo aver aperto anche il rubinetto, per accendere la piastra vibrante e iniziare a lavorare basteràpigiare l’interruttore di accensione e tirare la leva a strappo.
Quindi, a questo punto, sarà tutto pronto: lo strumento comincerà a vibrare e dovrà essere spostato su tutta la zona da sottoporre a compattazione.
Terminato il lavoro, basterà posizionare l’interruttore su “Off” o “0” e richiudere il rubinetto del serbatoio, onde evitare che continui a circolare del liquido.
Generalmente, tende ad optare per le piastre vibranti chi deve compattare una zona particolarmente ristretta.
In linea di massima, la compattazione di ampi terreni viene affidata ad altri mezzi più grandi e potenti che non sempre, però, arrivano in tutti i punti da trattare.
L’acquisto di una piastra vibrante nuova di zecca è consigliato a coloro che ricorrono spesso all’uso di questo mezzo ma, a volte, si decide di comprare uno strumento usato.
In quest’ultimo caso, è d’obbligo qualche raccomandazione: l’acquirente dovrà controllare in modo certosino la scocca del macchinario per verificare che non sia consumatae richiedere la regolare documentazione relativa alla manutenzione, per evitare di acquistare una piastra vibrante già molto avanti con gli anni.
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