Monument to the Great Fire of London, più comunemente noto come The Monument, è stato costruito tra il 1671 ed il 1677 a ricordo del Grande Incendio di Londra del 1666. E’ la più alta colonna in pietra del mondo. Si trova nella City, a pochi metri di distanza dalla fermata della metroplitana omonima Monument.
Quando presero il via i lavori di ricostruzione della città si decise di erigere una costruzione permanente. L’idea era di erigere un memoriale proprio dove il Grande Incendio si era propagato. Sir Christopher Wren, soprintendente generale di Re Carlo II e architetto della Cattedrale di St. Paul, e il suo amico e collega, il dottor Robert Hooke, disegnarono e costruirono una colossale colonna scanalata in stile dorico. Furono seguiti gli schemi classici antichi, in pietra di Portland. Il progetto prevedeva all’interno la costruzione di una scala in pietra a chiocciola con 311 gradini che conducono ad una piattaforma panoramica sormontata da una sorta di tamburo e una urna di rame dorato da cui fuoriescono una serie di fiamme, che simboleggiano il grande incendio.
Il Monumento è ubicato tra Monument Street e Fish Street Hill. Si eleva per 61 m, l’esatta distanza tra la colonna ed il negozio di Thomas Farynor – il panettiere del Re – in Pudding Lane, dove il grande incendio iniziò e si propagò. Salendo sul monumento si può ammirare un panorama spettacolare a 360° della City. Tutti i visitatori che salgono ricevono un certificato che dimostra che hanno raggiunto la cima. Sulla piattaforma in alto una rete protettiva è stata aggiunta attorno alla metà del XIX secolo per evitare che qualcuno potesse cadere o saltare, dopo i suicidi di sei persone, avvenuti tra il 1788 e il 1842.
Su tre lati del grande plinto cubico di base della colonna ci sono altrettante iscrizioni in latino. Quella sul lato meridionale descrive le azioni ed i progetti intrapresi dal Re Carlo II a seguito dell’incendio. Quella ad est narra delle varie fasi di progettazione, costruzione ed esecuzione della colonna. Le iscrizioni sul lato nord raccontano la storia del Grande Incendio: come e quando si propagarono le fiamme, dove, in quali quartieri, i danni causati e le modalità di estinzione.
Sul lato ovest della base c’è invece una scultura, un bassorilievo realizzato da Caio Gabriel Cibber, che rappresenta la distruzione della città durante l’incendio. Accanto ci sono il re Carlo II e suo fratello, Giacomo, il Duca di York (futuro Giacomo II), circondati dalla Libertà, dall’Architettura, e la Scienza, che danno indicazioni per i lavori di restauro.
Nel 1681, fu aggiunta un’inscrizione in cui i Protestanti accusavano in modo provocatorio i cattolici degli orrori e della devastazione causate dall’incendio. Il testo originale recitava: “But Popish frenzy, which wrought such horrors, is not yet quenched” che significa: “Ma la frenesia (follia) dei Papisti, che ha generato questo orrore, non si è ancora placata”. Questo a testimonianza della forte intolleranza e dell’odio che all’epoca esisteva in Inghilterra tra i Protestanti ed i Cattolici. L’iscrizione fu cancellata nel 1830.
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