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Alla scoperta del Salento, partendo da Lecce, passando da Otranto per arrivare a Leuca

Il Salento è una terra ricca: ricca di storia, di cultura, di tradizioni che affondano le radici nella notte dei tempi e di scorci naturalistici che entrano nel cuore per sempre.

La città simbolo del Salento è Lecce: basta passeggiare per il suo centro storico per capirne la bellezza, tra ricchi portali, piazze, chiese dove trionfa il barocco leccese ed eleganti palazzi nobiliari.

Il cuore di Lecce è Piazza Sant’Oronzo, dove svetta la colonna votiva di Sant’Oronzo con in cima la statua del santo che benedice la città. Spaziando lo sguardo si incontra la loggia caratterizzata da archi ogivali memoria del cinquecentesco “Palazzo del Seggio”, ma sopratutto l’Anfiteatro romano risalente al II d.C. e di cui è stato scoperto finora solamente un terzo.

Qui, dove si stende sul pavimento lo stemma della città, si affacciano anche la Chiesa di S.Maria delle Grazie del 1590 e la Chiesa di S.Marco segno della dominazione veneziana sulla città.

L’altra piazza simbolo di Lecce è Piazza Duomo, un vero tripudio di marmi, bronzi e di pietra leccese splendidamente plasmati. Il “Palazzo Vescovile” e il Seminario fanno da cornice al Duomo che, se nella sua facciata principale si presenta sobrio, in quella secondaria mostra il suo lato più sfarzoso.

Ma la chiesa regina del barocco è la Basilica di Santa Croce realizzata tra i secoli XVI e XVII: basti osservare la sua facciata dove non si contano le decorazioni, gli orpelli e le sculture, come quelle che ornano la trabeazione, la balconata con i 13 puttini, fino al rosone ed il timpano.

In questo video la nota blogger Manuela Vitulli in viaggio alla scoperta della Puglia con TiNoleggio.it

San Cataldo, Torre dell’Orso, Torre Sant’Andrea e Otranto

Spostandosi sulla costa ad est di Lecce, dopo la spiaggia di San Cataldo, si apre la bella “Riserva Le Cesine”, un’oasi caratterizzata da boschi di querce e lecci, macchia mediterranea, dune sabbiose e zone paludose.

Proseguendo verso sud, si attraversano le Marine di Melendugno tra le quali Roca Vecchia dove si trova una delle piscine naturali più belle al mondo, la leggendaria Grotta della Poesia.

E dopo aver attraversato Torre dell’Orso e Torre Sant’Andrea con i loro iconici faraglioni, si giunge a Otranto, la cittadina che per prima vede sorgere il sole: indimenticabili sono i tramonti da ammirare dalle mura che circondano il pittoresco centro storico al quale si accede dalla Porta Alfonsina.

Il monumento simbolo è l’imponente Castello Aragonese risalente a fine 400, con le sue torri circolari agli angoli e lo stemma di Carlo V a sovrastare l’entrata d’ingresso. Una delle pagine più tristi della storia della cristianità ha avuto come teatro proprio Otranto: nel 1480 i turchi sono sbarcati a Baia dei Turchi e hanno massacrato 800 cristiani che non hanno rinnegato la propria fede.

La Cappella dei Martiri a loro dedicata si trova nella Chiesa di S.Maria Annunziata dell’XI secolo: all’interno si trova il meraviglioso mosaico pavimentale raffigurante l’albero della vita e scene dell’Antico Testamento.

Da Otranto, passando per Castro arrivando a Santa Maria di Leuca

Sulla strada che porta al “Tacco d’Italia”, dove sorgono grotte spettacolari quali la Grotta dei Cervi a Porto Badisco, custode di un ciclo pittorico neolitico di valore inestimabile racchiuso in un ambiente assai suggestivo, e la Grotta della Zinzulusa presso la pittoresca Castro, dove sbarcò Enea in fuga da Troia.

Ed ecco dunque Santa Maria di Leuca, chiamata dai romani “De Finibus Terrae”, in quanto sembra che il mondo finisca e ci sia solo il mare infinito, dove lo Ionio e l’Adriatico sembrano fondersi idealmente.

Il Santuario di S.Maria di Leuca sorge in posizione panoramica ed è raggiungibile dal porto percorrendo una lunga scalinata affiancata da una cascata monumentale che simboleggia l’Acquedotto Pugliese che qui termina.

Il santuario settecentesco sorge dove un tempo si trovava un tempio dedicato a Minerva, una cui pietra “Ara Minerva” ne simboleggia l’esistenza: si racconta che questo culto pagano divenne cristiano dal passaggio di San Pietro che qui si fermò nel suo viaggio verso Roma.

Domenico Bisanti

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